Un castello senza finestre né specchi, una fanciulla prigioniera della paura del suo volto, un carceriere innamorato della sua prigioniera ed un'infermiera
che ha un ruolo a diverso a seconda del finale. Sì, perché Amèlie Nothomb di finali ne scrive ben due, completamente diversi ed ugualmente affascinanti. Chi
è la vittima e chi è davvero il carnefice? Chi è il buono e chi è il cattivo? L'arguzia della Nothomb nel proporre due diversi finali le consente di poter
rimescolare le carte cambiando completamente prospettiva. Il lettore non può essere altro che piacevolmente colpito dall'estro della scrittrice belga.
Ancora una ben congegnata riduzione...
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Un testo teatrale in quattro atti, una "commedia storica che non si attiene alla storia", "Romolo il Grande" di Friedrich
Durrenmatt è spassoso e al tempo stesso profondo, divertente ma anche spietato, bizzarro e anche cinico. Protagonista ne è
l'ultimo imperatore romano, Romolo Augusto, detto Romolo Augustolo. Durrenmatt è abilissimo a presentarcelo nei primi due
atti come un inetto buffone, più interessato alle sue galline che alla tragedia della fine dell'impero romano, con i barbari
alle porte di Roma e Odoacre pronto a diventare il primo re barbaro di Roma. E' sconvolgente la spensieratezza e la serenità di questo
imperatore scellerato...
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"Il pretesto fu una battuta - Buonanotte Desdemona! - appunto, che gridai alla mia amica Banuta Rubees
(che poi fu la prima a dirigere la commedia), dopo averle dato una cuscinata". E così nacque l'idea
per questo gustosissimo testo teatrale di Ann-Marie MacDonald, attrice-autrice teatrale con due best
seller ("Chiedi perdono" e "Come vola il corvo") alle spalle, primo volume edito dalla neonata casa
editrice di testi teatrali Reading Theatre.
Immaginate di essere una donna. Una donna-topo. Topo da biblioteca, da università, da dipartimento, da
mensa universitaria. Una donna dalla rara intelligenza, ma a causa della vostra timidezza e della
vostra umiltà...
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