Ricevute d’affitto: come gestire i canoni di locazione senza abbonamento
Gestire un immobile dato in affitto significa tenere traccia di canoni, scadenze, contratti e inquilini. Molti proprietari continuano a usare il taccuino o un foglio di calcolo, finendo per perdere ricevute, dimenticare rinnovi e ricostruire a fatica quanto incassato nell’anno. Un software per le ricevute d’affitto ordina tutto in un unico archivio: anagrafica affittuari con dati dell’immobile e del contratto, stampa delle ricevute in duplice copia su A4 e report degli importi ricevuti.
Cosa deve riportare una ricevuta d’affitto
Oltre agli elementi classici — pagatore, data, importo, causale — la ricevuta di locazione deve richiamare il riferimento dell’immobile e del contratto. Nel software questi campi sono strutturati:
- Dati dell’immobile: indirizzo e identificativo dell’unità locata;
- Numero e data del contratto, per risalire subito alla stipula;
- Voci del pagamento: canone, spese accessorie, eventuali rate;
- Movimento per cassa o per banca e note;
- Intestazione personalizzabile con il logo del proprietario o dell’agenzia.
Anagrafica affittuari: un record per inquilino e per immobile
Nell’anagrafica vengono memorizzati nome o ragione sociale, indirizzo, CAP, comune, provincia, contatti, codice fiscale o partita IVA, e-mail e data di nascita, insieme ai dati dell’immobile, al numero e alla data del contratto. Le tipologie (privato, azienda, ente) sono modificabili, e ogni dato è esportabile in Excel, CSV, XML o HTML — utile sia per le statistiche sia per le stampe unione con Word, ad esempio per gli avvisi di scadenza.
Ricerca e report: sapere sempre quanto si incassa
Ogni pagamento inserito resta archiviato e consultabile per numero ricevuta, affittuario, importo o data. I report parametrizzati e i grafici mostrano i totali degli importi ricevuti: così, alla fine dell’anno, il proprietario sa esattamente quanto ha incassato per ogni immobile, senza ricostruire nulla a mano. Per i pagamenti che arrivano sul conto corrente, l’archivio si affianca a strumenti come Gestione Conti Correnti.
A chi serve GRiAff
Ai proprietari che gestiscono direttamente i propri affitti (anche uno o due immobili), alle piccole agenzie immobiliari, agli amministratori di patrimoni immobiliari e ai commercialisti o consulenti che assistono clienti proprietari di casa. Installazione su PC Windows 10 o 11, interfaccia semplice, apprendimento rapido.
GRiAff: 99 euro una tantum, senza abbonamento
GRiAff – Gestione Ricevute d’Affitto costa 99 euro una tantum: nessun canone annuo, nessun limite di affittuari gestibili dopo la registrazione. La demo gratuita scaricabile dal sito consente di provare tutte le funzionalità con un limite di tre affittuari e senza carta di credito.
Se accanto agli affitti gestisci anche quote condominiali o incassi generici, guarda GRiCond per le bollette condominiali e GRiGen per le ricevute generiche.
Domande frequenti
Che cos’è la ricevuta d’affitto?
È il documento con cui il proprietario dà atto dell’avvenuto pagamento del canone di locazione da parte dell’inquilino, riportando importo, periodo e riferimenti del contratto.
Il software gestisce più immobili e più contratti?
Sì: ogni affittuario ha la propria scheda con i dati dell’immobile, numero e data del contratto, e i pagamenti si riferiscono alla scheda, quindi più unità possono convivere nello stesso archivio.
Quanto costa rispetto ai gestionali in abbonamento?
GRiAff costa 99 euro una volta sola; i gestionali in abbonamento per la gestione degli affitti arrivano spesso a 100-200 euro l’anno.
Posso provarlo gratuitamente?
Sì: la demo si scarica dal sito senza carta di credito e gestisce fino a tre affittuari, con la dicitura di versione non registrata sulle ricevute stampate.
